Gita sociale 2014 alla Gruyère

Il fine settimana del 24/25 giugno ha regalato ai venti partecipanti alla gita sociale bellissimi e indimenticabili momenti.

Partiti in minibus poco dopo le sette del mattino di sabato siamo arrivati due ore più tardi nella città di Friborgo, dove la gentile signora che ci stava aspettando sulla Place de Notre Dame ci fece da guida nella parte alta della città vecchia. Dopo un leggero ma gustosissimo pranzo ci inviammo verso la cittadina medioevale di Gruyères, dominata dal suo famoso castello, ora di proprietà del Cantone, tenuto in ottimo stato e trasformato in un interessante museo. Anche qui un giovane romando, preparatissimo e pieno di entusiasmo, ci ha fatto per due ore da guida attraverso castello e cittadina. Dopo aver ritirato le camere all’Hotel de Gruyères (Les Chevaliers) situato all’entrata del paese, abbiamo cenato nell’accogliente "Cave des vignérons" nell’albergo-ristorante La Fleur de Lys, un edificio vecchio di 350 anni.

Il giorno seguente ci siamo diretti verso il Moléson, sul quale siamo saliti in due tappe, in funicolare e in teleferica, dopo aver visitato un caseificio ed essercela spassata sulla veloce Rodelbahn (chissà come si dice in italiano?). Purtroppo lassù ci ha accolto una fitta nebbia che ci ha impedito di gustarci la tanto decantata vista tutt’attorno. Siamo però stati largamente ricompensati dall’ottima fondue a due formaggi (Gruyère e Vacherin) consumata in allegria e bagnata con ottimo vino bianco. Scesi di nuovo al fondovalle abbiamo continuato il viaggio verso Broc con visita alla famosissima Cailler. Dapprima abbiamo percorso le diverse stazioni del loro museo "automatico", un po’ tenebroso ma interessante con tanti cenni storici riguardanti questa celebre marca. In seguito ognuno ha potuto farsi, sotto la guida di un’esperta cioccolataia, due forme di cioccolato scegliendo la mescita (con varie spezie, incluso pepe) e lasciando libero corso alla propria fantasia. Il risultato di questo gran divertimento furono tante simpatiche produzioni le quali, quando poi le abbiamo mangiate a casa, ci son sembrate meglio delle tavolette tradizionali in vendita nei negozi. Abbiamo quindi intrapreso il viaggio di ritorno così come si scriveva in terza elementare: stanchi ma contenti delle due bellissime giornate vissute.